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Gatto sterilizzato: alimentazione, porzioni e consigli

Quando un micio subisce la sterilizzazione, qualcosa a livello fisico cambia. La sterilizzazione rappresenta uno degli interventi più comuni a livello veterinario e spesso è la scelta giusta per garantire benessere del nostro amico felino. È importante, però, ricordare che dopo la sterilizzazione cambiano anche le esigenze nutrizionali del gatto.

Un metabolismo che rallenta

Dopo un intervento di sterilizzazione, solitamente nel gatto cambiano le esigenze nutrizionali. Il metabolismo si abbassa e il fabbisogno energetico diminuisce. A volte, però, aumenta la sensazione di fame e il gatto cerca più cibo. Ecco perché prestare particolare attenzione all’alimentazione è di fondamentale importanza.

 

Il gatto sterilizzato tende a ingrassare

La sterilizzazione è un intervento che comporta qualche cambiamento a livello ormonale. Dopo l’intervento il fabbisogno calorico si riduce e il gatto tende a essere meno attivo. Però, il senso di fame può aumentare e di conseguenza anche il rischio di sovrappeso e obesità. Il peso del gatto va monitorato già nelle settimane successive all’intervento.

Il ruolo fondamentale dell’alimentazione

Proprio per tutti questi motivi, l’alimentazione è la chiave per il benessere del gatto sterilizzato. Il sovrappeso, e ancor più l’obesità, rappresentano un grave fattore di rischio per molte patologie come il diabete mellito, problemi articolari, ridotta mobilità, malattie cardiache e disturbi alle vie urinarie.
Vita attiva e alimentazione aiutano il gatto sterilizzato a mantenersi in forma.

Quale alimentazione deve seguire un gatto sterilizzato?

Per un gatto sterilizzato sono ideali alimenti con un contenuto calorico controllato, che servono a garantire un elevato apporto di proteine di qualità in grado di preservare la massa muscolare. Inoltre, una corretta alimentazione per un gatto sterilizzato deve avere un moderato livello di grassi e molte fibre, in grado di favorire il senso di sazietà. Anche i minerali sono importanti, soprattutto per supportare il benessere delle vie urinarie.

Gatto sterilizzato: meglio cibo umido o secco?

Ogni gatto è un mondo a sé e ogni proprietario dovrebbe cercare di capire le preferenze del proprio amico felino. Non esiste una risposta univoca e valida per tutti. Possiamo però spiegare che:

  • le crocchette sono molto comode e facili anche da dosare;
  • il cibo umido dà un maggior apporto di acqua e contribuisce al benessere dell’apparato urinario.

Una strategia, consigliata anche dai veterinari, è quella di alternare le due tipologie di cibo, così da garantire una dieta varia e completa.

Un gatto sterilizzato tende a prendere peso

L’alimentazione per un gatto sterilizzato assume un’importanza ancor più importante poiché, per i motivi sopra elencati, sappiamo essere necessario prestare molta attenzione. Ricordiamo sempre di rispettare le dosi indicate dal produttore e dal veterinario. Le quantità, naturalmente, dipendono da età, stile di vita, livello di attività e stato di salute.

Come aiutare il gatto a non ingrassare

L’alimentazione è fondamentale, ma deve essere affiancata da un corretto stile di vita. Per aiutare il gatto a muoversi, è utile che abbia sempre la possibilità di giocare, che abbia a disposizione percorsi verticali e che il cibo sia suddiviso in piccole razioni quotidiane. Ogni attività, anche piccola, aiuta a mantenere attivo il metabolismo.

Una dieta diversa per tutta la vita

Nella maggior parte dei casi, dopo la sterilizzazione il gatto dovrà seguire una dieta adeguata. È quindi consigliabile dare cibo che sia formulato in modo specifico già nei primi giorni successivi all’intervento.

Il cibo Sterilised serve sempre?

Sicuramente il cibo Sterilised è una scelta utile, in grado di rispondere pienamente alle esigenze nutrizionali del gatto sterilizzato. Ciò che conta è che si dia al gatto un’alimentazione completa ed equilibrata.

Quando cambiare il cibo dopo la sterilizzazione?

Dopo la sterilizzazione, è consigliabile valutare il passaggio a un alimento specifico per animali sterilizzati, concordando con il veterinario tempi e quantità in base alle caratteristiche del gatto. Il cambio va fatto gradualmente, nell’arco di circa una settimana, per favorire una buona tolleranza digestiva.

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