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Alimentazione del gatto: guida completa per età e stile di vita

Quando arriva un nuovo gattino a casa, una delle domande più frequenti che i nuovi proprietari si pongono riguarda l’alimentazione. Quanto cibo mangia un gatto nel corso della sua vita? Come cambia la sua alimentazione mentre cresce? Ogni gatto ha esigenze nutrizionali diverse e non esiste una quantità universale valida per tutti. Età, peso, stile di vita, sterilizzazione e tipo di alimentazione influenzano direttamente il fabbisogno quotidiano.

Quanto cibo deve mangiare un gatto al giorno?

Sapere quante crocchette dare al gatto, quanto cibo umido offrire e come suddividere i pasti è fondamentale per garantire salute, energia e benessere nel tempo. La quantità di cibo necessaria a un gatto dipende principalmente da:

  • peso del gatto;
  • età;
  • livello di attività;
  • metabolismo;
  • stato di salute;
  • alimentazione secca o umida.

Mediamente un gatto adulto sano consuma tra i 40 e 70 grammi di crocchette al giorno oppure 200-250 grammi di cibo umido. Le quantità possono però cambiare molto da un animale all’altro.

Uno dei fattori che influenza maggiormente il fabbisogno giornaliero di un gatto è senza dubbio l’età. Proprio in base a essa, si modificano anche le abitudini del gatto. Vediamo come:

Gattini cuccioli

I cuccioli crescono rapidamente e hanno bisogno di molta energia. Un gattino mangia più volte al giorno e necessita di alimenti ricchi di proteine. Il micino ha bisogno di porzioni piccole ma frequenti. Durante i primi mesi di vita si consigliano generalmente 4-5 pasti al giorno.

Gatto adulto

Il gatto adulto sano tende ad avere un metabolismo più stabile. Nella maggior parte dei casi due pasti al giorno sono sufficienti. Però è importante controllare il peso di ogni pasto cercando di evitare eccessi calorici.

 

Gatto anziano

Con l’avanzare dell’età, il metabolismo del gatto rallenta e possono comparire esigenze nutrizionali specifiche. Alcuni gatti anziani mangiano meno, tendono a perdere la massa muscolare e necessitano di alimenti più digeribili. Per seguire al meglio l’alimentazione di un gatto anziano, è meglio rivolgersi a un veterinario che saprà dare i consigli migliori. Solitamente è bene scegliere un cibo ricco di proteine, facilmente digeribile, con fosforo controllato per supportare i reni e arricchito con vitamine, Omega-3 e antiossidanti.

L’alimentazione dei gatti sterilizzati

I gatti sterilizzati tendono a muoversi meno, ad avere più appetito e a ingrassare più facilmente. Dopo la sterilizzazione il fabbisogno calorico può diminuire anche del 20-30%. Proprio per questo motivo è importante controllare sempre le porzioni e attenersi alle dosi, scegliere alimenti specifici, favorire il movimento e il gioco.

 

Umido o crocchette? Qual è il cibo migliore per il gatto?

E anche in questo caso siamo di fronte a una delle domande più comuni che riguarda la scelta tra alimentazione secca e umida.

  • Crocchette: le crocchette sono molto pratiche e si conservano facilmente. Aiutano la masticazione. Tuttavia contengono poca acqua.
  • Cibo umido: il cibo umido, invece, favorisce l’idratazione, aiuta la salute urinaria ed è spesso più appetibile. Molti veterinari consigliano un’alimentazione mista ed equilibrata.

Gli errori più comuni nell’alimentazione del gatto

Il nostro amico Micio è molto selettivo e tende ad avere gusti precisi in fatto di cibo. Alcuni errori da evitare per la corretta alimentazione sono:

  • Lasciare sempre la ciotola del cibo piena;
  • Dare al gatto troppo cibo umano;
  • Cambiare improvvisamente dieta;
  • Non controllare le calorie degli snack e dei premietti che, invece, incidono sul totale calorico giornaliero.

Come si capisce se un gatto mangia troppo o troppo poco?

Come sempre, il consiglio migliore per seguire al meglio la crescita e il benessere di vita del nostro gatto è conoscerlo e osservare eventuali cambiamenti di comportamento. Osservare il suo corpo è importante per capire se il gatto è sovralimentato, se è aumentato di peso, se invece è denutrito, stanco e ha il pelo opaco. Controllare regolarmente il peso del cibo e il peso del gatto aiuta a prevenire eventuali problemi di salute.

Capire bene come e quanto mangia il nostro gatto ci permetterà di conoscere davvero le sue esigenze. Non esiste una quantità specifica valida per ognuno, ma ogni gatto ha le sue esigenze. Proprio per questo, una dieta equilibrata, associata alla giusta quantità di acqua e a controlli regolari, diventerà uno degli strumenti più importanti per garantire il suo benessere nel tempo.

 

Domande frequenti

Quante volte al giorno si deve dare da mangiare a un gatto adulto?
In genere due volte al giorno, mattina e sera, è la frequenza più indicata per un gatto adulto. I gattini, che hanno un fabbisogno energetico maggiore e uno stomaco più piccolo, beneficiano di tre o quattro pasti distribuiti nell’arco della giornata.

Un gatto può mangiare sempre la stessa cosa?
Sì, a condizione che l’alimento sia completo e bilanciato per la sua fase di vita. Cambiare cibo bruscamente può causare disturbi digestivi: se si vuole variare, è consigliabile farlo gradualmente nell’arco di una settimana, mescolando il nuovo alimento a quello precedente in proporzioni crescenti.

Cosa mangia un gatto anziano di 11 anni?
Un gatto over 11 ha bisogno di alimenti formulati specificamente per la terza età: più digeribili, con un apporto proteico di qualità elevata per preservare la massa muscolare e formule di supporto renale o articolare. È la fase in cui il consiglio del veterinario è più importante, perché le esigenze individuali possono variare molto.

  • Distribuire la razione giornaliera in due pasti, mattina e sera. Per i gattini fino a 6 mesi sono preferibili tre o quattro pasti più piccoli.
  • Dopo la sterilizzazione ridurre le porzioni del 10–15% rispetto ai valori indicati in tabella: il metabolismo si abbassa e il rischio sovrappeso aumenta.
  • Se il gatto lascia sistematicamente del cibo nella ciotola, la porzione è probabilmente troppo abbondante. Se la finisce in pochi secondi e continua a chiedere, potrebbe essere il contrario, ma anche solo un’abitudine: osservare l’eventuale variazione di peso nel tempo è il metro più affidabile.
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