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Detartrasi nel cane: cos’è, come funziona e quando farla

Anche i nostri amici a 4 zampe possono avere problemi al cavo orale ed è importante prendersene cura in modo professionale, con l’ausilio di un veterinario. Da un po’ di anni, in ambito veterinario si è diffusa la pratica della detartrasi, ovvero la rimozione del tartaro dai denti. Ci sono alcuni specifici casi in cui questa procedura si rende necessaria.

Cos’è la detartrasi

Con il termine “detartrasi” si fa riferimento alla procedura che permette al veterinario di togliere il tartaro dai denti del cane. Per poterla eseguire è necessario che il cane sia addormentato attraverso anestesia. Una volta addormentato il cane, il veterinario procederà alla rimozione del tartaro utilizzando strumenti a ultrasuoni molto simili a quelli che utilizza un dentista.

A cosa serve la detartrasi?

La procedura di eliminazione del tartaro nel cane è importante per prevenire (o curare) le malattie del cavo orale dell’animale, ma anche per proteggere il suo benessere generale. È utile ricordare che il tartaro non è soltanto un problema estetico, ma rappresenta una fonte di infezione cronica che favorisce la proliferazione dei batteri tra dente e gengiva. Attraverso la detartrasi è possibile migliorare anche i problemi di alitosi. Non ultimo, è bene sapere che le infezioni, se trascurate, possono entrare nel sangue e danneggiare gli organi interni, in particolare reni, fegato e cuore.

Come funziona la detartrasi: fasi e durata

La detartrasi si svolge in diverse fasi. La prima è quella che riguarda la preparazione e l’anestesia (dai 10 ai 20 minuti circa). La seconda fase riguarda la rimozione vera e propria del tartaro con gli ultrasuoni e si completa con la lucidatura. Si tratta dell’applicazione di paste abrasive sui denti che levigano lo smalto ed eliminano i microsolchi e le superfici ruvide createsi durante la pulizia. La lucidatura rende più difficile il deposito di nuovo tartaro. Diventa un passaggio importantissimo per la prevenzione dei problemi del cavo orale (durata dai 20 ai 40 minuti circa). Terminata la seduta, bisogna aspettare che Fido si risvegli e solitamente impiega dai 30 ai 60 minuti. La durata complessiva dell’intervento, quindi, può essere molto variabile, ma può variare da una a due ore.

I rischi: a cosa fare attenzione

Il tartaro può essere rimosso dalla bocca del cane attraverso strumenti a ultrasuoni, coadiuvando il lavoro anche con strumenti manuali, come punte metalliche. La pratica di rimozione del tartaro con gli ultrasuoni è ritenuta efficace e sicura se correttamente eseguita dal veterinario, ma è necessario evidenziare che esistono alcuni rischi che vanno tenuti in considerazione.

Sedazione o anestesia generale

Il rischio maggiore legato alla detartrasi consiste nell’anestesia o nella sedazione. Per poter procedere alla pulizia dei denti, infatti, Fido deve restare immobile per permettere un lavoro accurato e senza danni causati da possibili movimenti improvvisi. Per questo, deve essere addormentato attraverso delle tecniche anestesiologiche che, seppur evolute, comportano sempre dei rischi, soprattutto per cani anziani o che hanno problemi cardiologici.

Traumi e rischio di infezioni

L’utilizzo degli ultrasuoni è una tecnica sicura, nonostante ciò in casi rari può causare dei microtraumi allo smalto dentale o lesioni alle gengive che possono creare fastidio al cane. Anche se raramente, le gengive possono subire piccole ustioni. È importante seguire scrupolosamente le indicazioni che vengono date dal veterinario dopo la pulizia per evitare che insorgano infezioni nella cavità orale.

Uso improprio degli strumenti a ultrasuoni senza anestesia

Negli ultimi anni sono stati proposti sul mercato alcuni metodi di detartrasi alternativi: si tratta di usi impropri di ultrasuoni senza anestesia come spazzolini utilizzati da non veterinari. La manipolazione di questi arnesi può causare stress nel cane, non rimuovere correttamente il tartaro (soprattutto sotto la gengiva) e creare microtraumi pericolosi. Ma l’aspetto peggiore è quello di far nascere nel proprietario la sicurezza (non reale) di aver pulito al meglio i denti del suo cane. Se il tartaro non viene rimosso correttamente, i batteri si possono annidare e riformare subito.

Ogni quanto va fatta la detartrasi?

La frequenza della detartrasi dipende anche da alcuni fattori collaterali come la pulizia quotidiana dei denti, la taglia del cane e l’alimentazione. In generale, i veterinari consigliano di farla una volta all’anno per i cani di piccola taglia. Proprio per la loro struttura fisica, infatti, tendono ad avere i denti molto ravvicinati uno all’altro e la pulizia diventa più difficile. Inoltre, i cani di piccola taglia producono meno saliva, un antibatterico naturale.
Per i cani di taglia media e grande il veterinario consiglia la detartrasi ogni due/tre anni. Se il cane è anziano tenderà ad accumulare più tartaro.

Attenzione ad alcuni segnali secondari

Se è vero che il tartaro è evidente sui denti del cane, ci sono altri segnali che possono indicare la necessità di detartrasi. Oltre all’alito cattivo, è bene tenere controllate le gengive: se si presentano arrossate, sanguinanti o gonfie probabilmente c’è qualche problema su cui sarebbe bene intervenire tempestivamente. Anche la difficoltà di masticazione e la perdita di appetito sono segnali comuni per capire e valutare lo stato di salute della bocca del cane.

 

Come pulire i denti al cane

Anche per Fido è importante adottare una routine di igiene orale che permetta di tenere la bocca pulita. Il modo migliore è cominciare a spazzolare i denti del cane fin da cucciolo in modo che si abitui. Nei cani adulti non abituati, riuscire a lavare i denti può risultare difficile, ma è soltanto questione di costanza e pazienza.
L’ideale sarebbe lavare i denti a Fido almeno 2-3 volte a settimana. I denti del cane vanno lavati o con un apposito spazzolino con setole morbide e una forma adatta alla sua bocca, o con uno specifico ditale in silicone. È necessario usare un dentifricio per cani, solitamente aromatizzato al pollo o al manzo per renderlo gradito a Fido. I denti vanno spazzolati con delicatezza (e pazienza) sollevando il labbro del cane. Non è necessario pulire i denti all’interno della bocca (lato della lingua) perché la saliva riesce a fare un ottimo lavoro e la spazzolatura lì non è necessaria. I denti vanno spazzolati solo all’esterno (lato del labbro) con piccoli movimenti circolari.

 

Altri strumenti utili

Anche se non sostituiscono il lavoro dello spazzolino, per tenere i denti del cane puliti si possono utilizzare degli appositi snack che riducono la placca attraverso la masticazione. Esistono in commercio anche delle crocchette dentali o degli spray che aiutano a sciogliere la placca.

L’alimentazione gioca un ruolo importante nella prevenzione

Anche l’alimentazione è un ottimo strumento per prevenire il tartaro. Scegliere un pet food specifico, formulato per il benessere del cavo orale, può fare la differenza. Ne esistono parecchie varietà studiate in base all’età, alla taglia e agli ingredienti.
Una alimentazione bilanciata e corretta può aiutare il tuo pet ad avere denti forti e una masticazione corretta e funzionale. Se l’alimentazione è abbinata alla spazzolatura dei denti e a controlli veterinari periodici, può davvero fare la differenza.

Le domande più comuni sull’igiene dei denti del cane

Quanto costa la detartrasi per cani?
Il costo della detartrasi varia in base alla zona geografica, alla clinica veterinaria e alle condizioni del cane. In genere il prezzo include visita pre-anestesiologica, anestesia, pulizia e lucidatura. È sempre consigliabile richiedere un preventivo dettagliato al proprio veterinario.

Come si prepara il cane prima della detartrasi?
Prima dell’intervento il veterinario richiederà un digiuno di almeno 8-12 ore, sia da cibo sia da acqua, per ridurre i rischi legati all’anestesia. In alcuni casi, soprattutto per cani anziani o con patologie pregresse, potrebbe essere necessario eseguire esami del sangue preliminari per valutare la funzionalità degli organi e l’idoneità all’anestesia.

Cosa fare dopo la detartrasi?
Nelle ore successive all’intervento il cane potrebbe essere ancora assonnato e disorientato per effetto dell’anestesia. È importante tenerlo al caldo, in un ambiente tranquillo e non forzarlo a mangiare subito. Il veterinario indicherà quando riprendere l’alimentazione normale e se somministrare eventuali farmaci. Nei giorni successivi è bene evitare cibi duri e monitorare le gengive per individuare eventuali segni di infezione.

La detartrasi fa male al cane?
L’intervento viene eseguito in anestesia, quindi il cane non avverte dolore durante la procedura. Nelle ore successive potrebbe manifestare un po’ di fastidio alle gengive, soprattutto se erano già infiammate. In questi casi il veterinario può prescrivere un antidolorifico o un antibiotico. Si tratta comunque di un disagio temporaneo e gestibile.

A che età si può fare la detartrasi?
Non esiste un’età minima fissa, ma in genere la detartrasi non viene eseguita prima dei 12-18 mesi, quando la dentizione definitiva è completamente sviluppata. Per i cani anziani, invece, il rischio anestesiologico aumenta ed è fondamentale una valutazione veterinaria approfondita prima di procedere. L’età non è mai un fattore assoluto: è la salute complessiva del cane a determinare l’idoneità all’intervento.

Esistono razze più predisposte al tartaro?
Sì. Le razze di piccola taglia come Chihuahua, Yorkshire Terrier, Barboncino e Maltese sono generalmente più soggette all’accumulo di tartaro, a causa della conformazione del muso e della maggiore vicinanza tra i denti. Anche le razze brachicefale, come Bulldog, Carlino e Shih Tzu, sono particolarmente predisposte per via della struttura anomala della mascella. Per queste razze una routine di igiene orale costante è ancora più importante.

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